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L’altra faccia della pandemia: Quella invisibile ma molto diffusa

Con il lockdown i casi di anoressia e bulimia sono aumentati del 25%

A soffrire maggiormente di anoressia, bulimia, binge-eating sono soprattutto adolescenti, di cui il 95,9% sono donne e il 4,1% uomini.  È una vera emergenza davanti alla quale non possiamo chiudere gli occhi. La chiamiamo l’altra faccia della pandemia. Quella che corre parallela al Coronavirus, ugualmente straziante. Quella che però esiste già da prima del Coronavirus e ancora oggi, non si trova un modo per fermare questo fenomeno sempre più diffuso.

Cos’è l’anoressia, la bulimia e il binge-eating?

L’anoressia, la bulimia, il binge-eating non sono nient’altro che malattie complesse, determinate da condizioni di disagio psicologico ed emotivo, che quindi richiedono un trattamento sia del problema alimentare in sé che della sua natura psichica. In Italia, sono poche le strutture che ospitano questi fenomeni. Alcune persone non chiedono aiuto, altre ancora non ricevono le cure adeguate o addirittura muoiono durante una lista di attesa. Come per le altre malattie, la diagnosi precoce aumenta la possibilità di riuscita e il percorso per guarire è meno faticoso. Circa Il 70 e l’80% di chi è colpito da disordini alimentari guarisce in pochi anni ma bisogna riconoscere i sintomi.

Ma ad oggi, con la pandemia in corso, crescono sempre di più i casi ed è sempre più difficile trovare un posto per tutti, dato che maggiormente i posti sono occupati per poter curare chi è colpito da covid.

Chiara Paciello

Chiara Paciello nasce a Maddaloni nel 2001. Sin da bambina si dimostrava introversa e non aperta al mondo. In questo modo inizia a nutrire una forte passione per la scrittura in quanto l'aiutava a liberarsi del grande peso che l'affliggeva. Pubblica il suo primo romanzo nel 2020: "Oltre i confini della speranza" per una rivincita contro sé stessa. Il suo motto è: "Ricominciare è il verbo più affascinante che esista in quanto implica la possibilità di "cominciare" laddove si ha avuto paura di finire."

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